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Seguendo la narrazione storica di Tito Livio e Dionigi di Alicarnasso, apprendiamo che sulle colline poste al di sotto dell' odierna Morolo, i Volsci costruirono la citta' di Ecetra dove ogni primavera convenivano le schiere armate delle altre citta' delle vallate del Sacco, del Liri e del Fibreno, per andare a combattere contro i contingenti della Lega Latino-Ernica.

Tratti di mura megalitiche della citta' scomparsa presenti in contrada Casali e le fondamenta delle ville romane, con i reperti rinvenuti nelle contrade Cona, Colle della Corte, Fontana del Muriglio e Madonna del Piano, attestano un vasto insediamento, protrattosi fino al periodo imperiale.

Molto probabilmente gli abitanti di Ecetra, citta' distrutta forse da una catastrofica alluvione, costretti a ricostruire un insediamento urbano fortificato per trovare protezione anche dalle invasioni barbariche, si ritirarono dalle falde di un ameno Colle
"a cui forman segio le montagne ora nomate Valle Civita ed Audetta esposto ad oriente, ed occupato nel mezzo giorno dalle montagne di Sgurgola e Supino, per cui due terzi del suo corso il sole non piu' spande sopra esso i brevi benefici raggi. Lo circondarono di forti mura, di varie torri e baluardi, come tutt'ora si osservano gli avanzi con cinque porte ora dette Porta Castello, Porta S. Croce, Porta Angelica, Porta Civita e Porta Celsi.
Vi fabbricarono una forte Cittadella nella sommita' di esso , per l' addietro si' vaga e deliziosa, della quale ne presero possesso i Colonnesi e vi fecero stabile dimora." (cfr. 'Cenni storici della terra di Morolo' di E. Canali a cura di G. Giammaria pag. 29)

Un "Oppidum Murolum" risulta dalla Bolla di Papa Urbano II dell' agosto 1088, con la quale Pietro, Vescovo di Anagni, veniva investito del possesso.

Passato ai Colonna il Castello dei Meroli, venne cinto di mura e nella parte piu' alta venne costruita una vasta e munita Rocca. Nel 1216 Tommaso da Morolo, sposato a Nibilia Colonna ed alleato di Ruggero dell' Aquila, Conte di Campagna Marittima, assali' e distrusse con altri Vassalli di Morolo parte del territorio di Giovanni conte di Ceccano, devastandone campi ed incendiando tre mulini; quindi si ritiro' nel territorio di Castro.
"Ma il Conte di Ceccano, uniti i suoi cavalieri, e posti in marcia i suoi bravi soldati lo insegui', e giuntolo a Vallecorsa lo ruppe, e fece prigioniero Roberto dell' Aquila, suo zio, con settanta soldati ; a cavallo Ruggero ebbe campo a salvarsi con la fuga ritirandosi in Fondi entro la propria abitazione". (cfr. 'Cenni storici della terra di Morolo' pag. 32)

Nella notte del 1216 il Conte di Ceccano , Giovanni assali' e distrusse la Rocca di Morolo e come narra il Canali nei 'Cenni storici della terra di Morolo', "in questa strage perirono tra uomini e donne 424, cioe' tutte quelle persone che non poterono con la fuga campare la vita".

Nel settembre 1303 Tommaso da Morolo partecipo', con un contingente armato con Sciarra Colonna ed il Nogaret, all' assalto di Anagni nel tentativo di catturare il Papa Bonifacio VIII.
Nell' anno 1304 fu chiamato Morolo da Benedetto XI, nella celebre Bolla di scomunica "Flagitiosum scelus" pubblicata a Perugia il 13 giugno.

Nel 1385 Fabrizio Colonna allargo' i possedimeti familiari, con i beni portatigli in dote dalla moglie Nanna di Supino ; e nel 1423 Martino V, della casata dei Colonna, autorizzava il Monastero di S.Maria Nova a vendere la sua quota e cosi' tutto il territorio morolano veniva in possesso di Antonio Colonna. Dopo tre confische, avvenute nel 1505 da parte di Alessandro VI e nel 1541 da parte di Paolo III ed infine nel 1556 da parte di Paolo IV, i Colonna riebbero definitivamente il Castello di Morolo nel 1562 da parte di Pio IV.

Nel 1610 Marco Antonio Colonna concesse lo statuto alla comunita' morolana e nel luglio del 1739 Fabrizio Colonna modifico' detto statuto con clausole piu' favorevoli alla popolazione.

Dopo quest' ultimo documento ufficiale di importanza storica il nome di Morolo non compare piu' in altri documenti, tranne in alcuni di importanza locale nei quali viene riportato il suo nome e fornite indicazioni su avvenimenti e storie del paese.

La guerra tra il Papa Caraffa Paolo IV ed il re di Spagna Filippo II sconvolse negli anni 1556 - 1557 tutto il Lazio e di conseguenza anche Morolo (ma nei resoconti bellici di tale guerra non si fa menzione) ; Paliano ed Anagni subirono danni ingenti, Segni fu quasi distrutta, Frosinone ridotta agli estremi e di sicuro Morolo in quegli anni dovette subire la decadenza economica e sociale che afflisse l' intera regione.

Nel 1614 il comune di Morolo ebbe dal Principe Colonna quarantadue rubbia e mezza quarta di grano (78 q.) da restitursi al raccolto del successivo anno. Il grano fu dato in prestito alle famiglie, che ne fecero domanda in ragione di mezza quarta (30 kg.) a famiglia per semine e consumo alimentare. Si puo' supporre che quasi tutte le famiglie ne fecero domanda data la miseria cronica dei tempi. Da tale distribuzione si potrebbe concludere che le famiglie di Morolo nel 1614 erano circa 260, (con una media di sei persone a famiglia, risulterebbe una popolazione di circa 1600 abitanti)

Il 3 settembre 1735, per disposizione del Governo Pontificio centrale, fu costituito in tutti i comuni dell' attuale Lazio il "Monte Frumentario" per venire incontro alle necessita' delle semine degli agricoltori piu' bisognosi. Questa istituzione rimase in vita fino al 1881 ed ultimo amministratore di essa fu Romolo Fiaschetti.

Con atto del 13 agosto 1674 viene regolato il canone annuo che il Comune di Morolo doveva pagare al Comune di Ferentino per il diritto di pascolo nella zona di Monte Rave: uno scudo per ogni bove.
In data 10 marzo 1679 Angelo Pacifici di Morolo rivolge domanda al Vescovo di Anagni per essere nominato custode e gestore dell' ospedale; naturalmente possiamo supporre che l' ospedale fosse dotato di attrezzature rudimentali e funzionasse piu' da ricovero per gli ammalati bisognosi o privi di assistenza.
L' edificio era situato nel largo ancora esistente dietro la chiesa di S.Maria ed il suo superstite fatiscente fabbricato fu demolito solo nel 1930. La strada che da p.zza E. Biondi sale fino in cima ai resti della Rocca dei Colonna ha pero' conservato il nome di Via dell' Ospedale.

Nei secoli XVII e XVIII i Principi Colonna, a piu' riprese, allentarono sempre piu' i vincoli feudatari fino a quando nel 1908 rinunziarono in modo definitivo a qualsiasi diritto ed anche alla proprieta', a favore del Comune di Morolo, dei resti della Rocca.

Nel 1703, sotto il governo di Papa Clemente XI, fu ricostruito il ponte sul fiume Sacco da poco crollato. Nel 1803, essendo il ponte nuovamente crollato nel 1801, fu di nuovo ricostruito insieme al tratto di strada rotabile per allacciarlo alla carrozzabile che andava alla Tomacella dalla chiesa della Madonna del Piano (l' odierna strada morolense). Solo nel 1851 fu costruita la strada carrabile dalla chiesa della Madonna del piano all' ingresso del paese fino all' attuale P.zza della Liberta' su progetto dell' ingegnere G. Ricci di Ferentino.

Nel 1809 i morolani seppero di non appartenere piu' allo Stato Pontificio, soppresso da Napoleone, il quale aveva deportato in Francia come prigioniero il Papa Pio VII: Morolo fu aggregato al dipartimento del Tevere il cui capoluogo era Roma.
Alcuni giovani morolani ebbero l' onore di militare nell' esercito napoleonico e si ha notizia che due di essi, un Mancini ed un Giuliani, parteciparono alla campagna di Russia.

Nel febbraio 1863 fu inaugurata la tratta ferroviaria, all' inizio ad un solo binario, Roma - Ceprano citta', a quei tempi citta' al confine dello Stato Pontificio. Per usufruire di essa pero' i morolani dovevano recarsi alla vicina stazione di Ferentino essendo stata la stazione di Morolo costruita solo in seguito. La costruzione della ferrovia fu eseguita da una impresa francese.

Nel 1867 i liberali di Morolo si mossero e si armarono, sotto la guida di Ettore Tranquilli, per combattere a fianco delle truppe di Garibaldi.
Il 12 settebre 1870 il generale dell' esercito piemontese D. Angioletti, al comando della IX divisione, movendo da San Giovanni Incarico entro' nello Stato Pontificio ed il 13 settembre occupo' Frosinone; il giorno dopo un reparto della divisione occupo' Morolo, arresto' Benedetto Renzoni, gia' capitano dell' esercito pontificio, e lo tradusse alla fortezza di Gaeta

Primo sindaco di Morolo fu Giacinto Girolami.
Il 23 febbraio 1889 fu inaugurata nella piazza principale la fontana opera di scalpellini della Val Comino; l' acqua che da essa sgorga fu captata sulle montagne dalla fonte S.Antone ad opera della ditta Martorelli. La spesa ammonto' a complessive 36405 lire.

L' artista Ernesto Biondi (nato a Morolo il 30 gennaio 1855 e morto a Roma il 5 aprile 1917) vince il primo premio (Grand Prix) all' esposizione mondiale di Parigi del 1900 per la scultura bronzea "Saturnalia" in seguito acquistata dallo Stato per 4OO.OOO lire ed attualmente alla Galleria di Arte Moderna di Roma.